(di Andrea Losapio per TMW) La lettera delle squadre della Superlega, cioè Juventus, Real Madrid e Barcellona, farebbe sorridere. Se non facesse piangere. Perché ci sono due modi di analizzare questa missiva contro la UEFA. Il primo è quello indignato, affermando che questa gente prenda milioni di euro non meritandoseli. O forse che vivono sopra le proprie possibilità, come se uno affittasse un attico nel centro di Roma ma si potesse permettere solamente un piano terra fuori dal Grande Raccordo Anulare.
La seconda possibilità è quella della comprensione. Se un club non può aprire gli stadi, perdendo 50-60 milioni all'anno, con una pandemia in atto, probabilmente non è solo colpa del modello che fino a inizio 2020 era imperante. Poi però c'è un problema: la Juventus perde (tanto), l'Inter perde (tantissimo), il Milan idem (dopo che Elliott ha più volte ripianato), la Roma prende Mourinho con problemi veri. Cinque anni fa il Parma andava in Serie D e tutti davano la colpa al calcio italiano, quando la realtà è un'altra: il calcio va avanti sui debiti e sul ripianare. La Juventus che inserisce 300 milioni di euro per gli investimenti poi deve fronteggiare una crisi pazzesca a causa del Coronavirus: Exor avrà mai problemi? Nessuno. Suning si trova di fronte un decremento del 33% del patrimonio netto, da 8 miliardi a 5: Jindong Zhang avrà mai problemi a proseguire nella continuità aziendale? Se vuole investire, no. Se non vuole, ovviamente. Elliott negli ultimi anni ha ripianato qualsiasi debito. Il Milan perde comunque 194 milioni: il problema è spendere oppure pagare troppo? La Roma era oltre i 200 milioni.
Incredibilmente sono i Percassi, i De Laurentiis e i Lotito a rimanere in carreggiata, sui numeri e sui bilanci. Qual è la verità? Semplicemente che il mondo del calcio spende più soldi di quanto dovrebbe. Questo è. Panem et circensis, quando Berlusconi entrava nel palloe non serviva solamente per il calcio in sé e per sé. La realtà è che il calcio toglie soldi e dà (incredibile) popolarità. Chi era Friedkin prima di prendere la Roma? E Commisso? Oppure lo stesso Zhang? Imperi senza un viso, senza pubblicità, con cifre straordinarie da spendere ma con un business senza pubblicità. Il calcio sarà sempre in perdita. O meglio, lo sarà finché si porteranno dietro carrozzoni necessari perché chiunque tiene famiglia.
La sensazione è che nell'ultimo periodo sia tutta colpa dei procuratori. Per carità, le commissioni sono bruttine da pagare, sia che tu vada all'ufficio cambi (per le valute) oppure che tu stia comprando casa. Ma fanno parte del lavoro. Al netto di Raiola - che comunque qualcuno paga - i procuratori sono una parte infinitesimale del problema. È vero, guadagnano. Spesso non hanno nemmeno troppo merito per farlo. Però dare la colpa di un sistema che si sta sfaldando a loro è ridicolo.
Per capirci: la Juventus per anni è stata in attivo. Quando ha cercato di aumentare a tutti i costi il proprio brand, comprando Ronaldo - ma non solo, scegliendo delle plusvalenze indecorose per non avere problemi con il fair play finanziario ed evitare l'addio alle Coppe con la UEFA - il giochino si è sfaldato. La Juventus paga 350 milioni di euro di stipendi, il Bayern campione d'Europa ne ha pagati 268. È possibile fare calcio senza sperare che sia l'utente finale (il tifoso) oppure chi organizza (la UEFA) a pagare le spese pazze di chi non vuole e non accetta che lo sport alla fine sia meritocrazia? Se il calcio non è più scalabile - e non ha più margine di guadagni, è possibile esplodere sempre o si arriverà all'implosione?
La domanda è semplice, la risposta è difficilissima. Semplicemente: il fair play finanziario è un ottimo modo per chi investe nel calcio per dire che il sistema non è sostenibile. Pasteggiando a ostriche e champagne e sperando di mettercene sempre meno, godendo di una rendita di posizione. Ma questo non è calcio, non è sport. E giustamente non è la Superlega.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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