L'era Igor Tudor alla Juventus è ufficialmente iniziata. Con la conferenza stampa nella giornata che ci siamo lasciati alle spalle il neo tecnico bianconero ha cominciato il suo cammino che avrà come obiettivo finale quello di riportare la Vecchia Signora, anche nella prossima stagione, in Champions League, tornando davanti al Bologna che, dopo il ko della Juve a Firenze e la vittoria di Italiano sulla Lazio, ha scavalcato Locatelli e compagni al quarto posto in classifica. Ma facciamo un passo indietro. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina in tanti si sono chiesti il perché della conferma di Thiago Motta, visto anche il precedente tonfo contro l'Atalanta della settimana precedente, ma alla fine l'esonero è arrivato lo stesso, a sette giorni di distanza. Il motivo c'è. La dirigenza bianconera ha infatti provato l'ultimo, inutile, tentativo, per provare ad andare avanti con l'italo brasiliano ma al rientro alla Continassa, pur senza tutti i Nazionali, l'aria che si respirava non era quella che tutti si aspettavano. Motta non aveva più la squadra in mano, complici le sue scelte che hanno penalizzato tanti calciatori in questa stagione, e la decisione è stata inevitabile: esonero.
La scelta di Tudor.
La scelta per il successore di Thiago Motta è ricaduta subito su Igor Tudor, perfetto traghettatore, anche se non c'è la certezza matematica che il croato vada via al termine della stagione. A testimoniarlo sono state, oltre alla clausola di rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League inserita nel contratto dell'allenatore, sono state anche le parole di Cristiano Giuntoli in apertura di conferenza stampa: "Igor rimarrà con noi fino alla fine della stagione, compreso il Mondiale per Club. Poi ci incontreremo e la speranza è quella di andare avanti insieme". Tradotto: tutto è nelle mani di Tudor. Dovesse vincere 9 partite su 9 da sabato al termine della stagione e fare bene anche al Mondiale per Club allora sarebbe inutile guardare altrove, almeno sulla carta, viceversa ripartirebbe l'inevitabile casting.
Capitolo Roma.
Da una panchina all'altra, con situazioni completamente diverse. La Roma la sua scelta del traghettatore l'ha fatta mesi fa, prima sbagliando, con Juric, poi azzeccando la mossa migliore possibile, con Claudio Ranieri. La cosa certa, al momento, è una sola: il tecnico di Testaccio non resterà sulla panchina giallorossa nella prossima stagione, come affermato anche poche ore fa dal diretto interessato che ha spiegato che con la sua permanenza i capitolini perderebbero un anno, perché lui non può essere il futuro della Roma. Ma le parole che hanno fatto più rumore sono state altre: Ranieri ha infatti chiuso la porta a Gian Piero Gasperini, inaspettatamente, e non solo. "La cosa che mi fa felice - ha affermato Sir Claudio - è che avete tirato fuori tanti nomi e di quelli con cui ho parlato invece non ne avete dato notizia". In questo modo l'attuale allenatore giallorosso, che avrà un ruolo centrale in dirigenza a partire dal primo luglio, ha tolto dalla lista, almeno a parole, i vari De Zerbi, Allegri, Farioli e Sarri, tutti nomi usciti, ma in questo caso la domanda è inevitabile: Ranieri sta dicendo la verità o sta facendo il gioco delle tre carte per sviare i discorsi? Soltanto il tempo potrà darci la risposta, per il momento non resta che attenersi alle dichiarazioni ufficiali, che per certi aspetti hanno anche del clamoroso.
Autore: Red. TuttoAtalanta.com
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