Dopo trentasei giorni di attesa, l’Atalanta è tornata a vincere nel modo più simbolico: 1-0 al Marsiglia al 90’ firmato da Samardzic e tre punti fondamentali per la Champions. Una partita sofferta, lucida e di spessore, in cui la Dea ha reagito da grande squadra. Al termine del match, Ivan Juric ha parlato ai microfoni di Sky Sport, analizzando la prestazione e il valore di un successo che potrebbe segnare una svolta nella stagione. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, dopo 36 giorni senza vittorie, quanto pesa questo successo e che valore gli dà per come è arrivato?
«Penso che abbiamo fatto una bella partita, giusta, con equilibrio e determinazione. Siamo stati sfortunati in alcuni episodi, penso al gol annullato e al rigore sbagliato, ma questa volta la fortuna ci ha restituito qualcosa. La vittoria è meritata, è arrivata dopo una prestazione di alto livello e un grande gol di Samardzic. Siamo molto felici perché ci voleva un risultato così, anche per l’emotività del gruppo.»
Può essere la vittoria che cambia la stagione per peso e tempismo?
«Ogni vittoria ha un suo peso specifico, ma questa vale tanto. Vincere qui, in uno stadio caldo e contro un avversario forte come il Marsiglia, dà fiducia e slancio. Però voglio chiarire una cosa: non è mai mancato nulla a questa squadra. Togliendo la partita di Udine, l’Atalanta ha sempre giocato un grande calcio, costruendo moltissimo. A volte non segni, prendi pali, trovi portieri in serata, ma la qualità e il lavoro non sono mai mancati. È il calcio: ci sono momenti in cui gira male, ma la squadra è sempre rimasta focalizzata e compatta. Io non ho mai avuto preoccupazioni.»
Durante la partita si è visto un confronto acceso con Lookman dopo la sostituzione. Cosa è successo?
«Sono situazioni normali, succede in tutte le squadre e a tutti i livelli. I giocatori non amano essere sostituiti, reagiscono d’impulso. È successo anche altrove, basti vedere De Bruyne a Napoli o altri casi simili. Fa parte del calcio. Si esagera a caldo, poi tutto si chiarisce nello spogliatoio. L’importante è che resti sempre al centro una cosa: l’Atalanta. Conta il gruppo, i tifosi, la maglia. Tutto il resto passa. Serve rispetto e concentrazione, ma non è un problema: chi lavora per la squadra lo dimostra sul campo.»
Nel pre-partita Paolo Di Canio aveva sottolineato la necessità di gestire bene le gerarchie interne per evitare tensioni nel gruppo. È d’accordo?
«Sì, sono d’accordo. Tutti noi, da giocatori e da allenatori, abbiamo vissuto situazioni simili. A volte ci sono reazioni eccessive, ma ciò che conta è risolverle subito e in modo diretto. L’unica cosa che non si può perdere è la centralità della squadra. Le gerarchie ci sono, ma devono essere funzionali al bene collettivo. L’Atalanta viene prima di tutto, e io su questo non transigo. Si va avanti insieme, lavorando con disciplina e rispetto.»
Dal punto di vista tattico, l’Atalanta ha recuperato molti palloni nel terzo offensivo, soprattutto nella prima ora di gioco. Era un piano preciso?
«Sì, assolutamente. Avevamo preparato la partita per aggredire alto, e i ragazzi l’hanno interpretata benissimo. Devo fare i complimenti a Krstovic, che ha fatto un lavoro eccezionale nel pressing e nel tenere la squadra corta. Ha indirizzato la pressione in modo intelligente, accorciava, tornava, guidava i tempi. Ci ha permesso di essere aggressivi e di riconquistare molti palloni. Ma non c’è stato solo pressing: abbiamo gestito bene la palla, con maturità, anche nei momenti di sofferenza. È stata una prestazione completa.»
Questo tipo di vittoria, arrivata nel finale e dopo un rigore fallito, può cambiare anche qualcosa dal punto di vista emotivo?
«Sì, direi che è stata una vittoria emotiva, nel senso più bello del termine. Dopo tante partite dominate e non vinte, il gruppo aveva bisogno di una scossa, e questa partita lo è stata. Vincere così, con il cuore, dopo un errore pesante e un finale sofferto, ti dà energia. Ora dobbiamo riportare questa mentalità anche in campionato, dove siamo un po’ indietro. Ma con questo spirito possiamo risalire.»
Juric ha chiuso con un sorriso sereno, segno di una tensione che si è sciolta in orgoglio e consapevolezza.
«Era importante vincere, più per noi che per la classifica. Lo abbiamo fatto da squadra vera, e questo conta più di tutto. Adesso torniamo al campionato con fiducia, sapendo che questa Atalanta non si è mai smarrita, ma oggi ha ritrovato il suo premio.»
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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