Ci sono giocatori che giocano e giocatori che capiscono il gioco. Marten De Roon appartiene indiscutibilmente alla seconda categoria. Nel post-partita di Bologna-Atalanta, il capitano nerazzurro si è presentato ai microfoni di Sky Sport non solo per celebrare una vittoria fondamentale che vale il sorpasso in classifica, ma per offrire una vera e propria lezione tattica. Con la lucidità di chi ha già il patentino da allenatore in tasca (almeno mentalmente), l'olandese ha sviscerato i segreti della rinascita orobica sotto la guida di Palladino: dalla pressione alta per sterilizzare il possesso felsineo alla "fame" di Krstovic, simbolo di una competizione interna che sta alzando il livello dell'intero gruppo. Un leader totale, in campo e davanti alle telecamere. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister Palladino ha parlato di scalata. In otto giornate siete passati dal tredicesimo al settimo posto, scavalcando proprio il Bologna. Sei d'accordo nel definire questa vittoria come un passaggio chiave della stagione per la maturità dimostrata?
«Assolutamente sì. Era una vittoria di importanza capitale, soprattutto per dare continuità al successo ottenuto contro la Roma, affrontando un avversario diretto che è molto vicino a noi in classifica. Sappiamo tutti che il Bologna, specialmente in casa, è una squadra forte. Credo che li abbiamo messi in grande difficoltà, in particolare nel primo tempo. La chiave è stata togliere loro il palleggio: li abbiamo costretti a giocare la palla lunga, che noi abbiamo puntualmente recuperato per poi verticalizzare subito in avanti. Lì, tra le linee, abbiamo trovato gli spazi giusti. Abbiamo creato il contesto ideale intorno a Krstovic, che oggi ha disputato una partita straordinaria. Abbiamo meritato di vincere e sento che siamo decisamente sulla strada giusta».

Nessuno meglio del capitano può tastare il polso allo spogliatoio. Avete la percezione netta che questa squadra stia tornando sui livelli d'eccellenza che avevamo lasciato a maggio scorso?
«Sì, si sente eccome. È una percezione chiara. Da quando è arrivato, Palladino ci ha portato soprattutto una ventata di entusiasmo, ma ha riacceso anche quella voglia di combattere sana tra compagni. Ha inculcato l'idea che devi dimostrare ogni giorno di essere meglio degli altri, che devi giocare meglio del tuo concorrente per meritarti il posto. Questo è fondamentale. Prendete l'esempio di Krstovic: non ha giocato per tanto tempo, oggi parte titolare e fa due gol con la rabbia di chi vuole dimostrare di essere forse più forte di Scamacca, o comunque di meritare di giocare al suo posto. Secondo me questo è lo spirito che deve animare uno spogliatoio vincente. Oggi è una vittoria pesante che ci deve dare la spinta per la sfida di sabato contro il Torino».

Da studio sono pronti a scommettere: se De Roon non farà l'allenatore, rimarremo tutti stupiti. Hai la capacità di essere leader e di leggere le partite come un tecnico. Ci stai pensando?
«(Ride, ndr) Grazie per i complimenti, vedremo se diventerò allenatore! Ne parlavo proprio l'altro giorno con Palladino: è un mestiere abbastanza impegnativo! Scherzi a parte, è vero che mi piace analizzare il gioco, ma per ora mi concentro sul campo. Di certo, quando smetterò, sarà un'opzione che valuterò seriamente».

Hai sottolineato un aspetto cruciale: avete ritrovato la capacità di essere voi stessi grazie ai dettami di Palladino. Ma qual è il meccanismo esatto che scatta nella testa di una squadra per ritrovarsi così velocemente? È solo questione di vittorie o c'è un segreto tattico negli allenamenti?
«Le vittorie portano sempre entusiasmo e fiducia, è innegabile, ma credo che il segreto risieda soprattutto nel lavoro settimanale e nei dettagli tattici. Oggi, ad esempio, avevamo preparato la partita in modo specifico: pressione alta, con i "braccetti" difensivi che uscivano stretti e aggressivi, mentre Miranda rimaneva molto alto. Questo movimento ha creato lo spazio necessario intorno a Krstovic. Quando scendi in campo e vedi che le cose che hai provato funzionano e i piani riescono bene, ti carichi di fiducia e giochi con un'altra voglia. E poi c'è un altro aspetto che forse ci è mancato a inizio anno: la verticalità. Ora, appena recuperiamo palla, giochiamo subito in avanti. E i ragazzi davanti sono pronti a ricevere, rientrando dal fuorigioco e facendosi trovare smarcati. Queste cose ci aiutano tanto, unite all'entusiasmo dei risultati».

Parola di Marten De Roon, il "professore" del centrocampo atalantino. La Dea ha ritrovato il suo condottiero e, con lui, la bussola per puntare nuovamente all'Europa che conta.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Interviste / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print