È il leader silenzioso che diventa trascinatore quando il gioco si fa duro. Marten De Roon, anima e metronomo dell'Atalanta, si presenta in sala stampa al Dall'Ara con la soddisfazione di chi sa di aver compiuto un'impresa non banale. Il sorpasso sul Bologna e l'approdo al settimo posto sono i frutti di una rincorsa iniziata mesi fa, sotto la guida di un Raffaele Palladino capace di riaccendere la scintilla. Il capitano nerazzurro analizza con la consueta intelligenza tattica la metamorfosi della squadra: dall'intensità del pressing che ha soffocato i felsinei alla solidità di una difesa che, nonostante le assenze pesanti, ha trovato nei giovani e nelle parate di Carnesecchi nuove certezze. Una disamina lucida, che certifica il ritorno di un'Atalanta affamata e protagonista. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister Palladino ha ereditato la squadra al tredicesimo posto, oggi siete settimi con un ruolino di marcia impressionante: 8 vittorie in 11 gare. Come state vivendo questo periodo magico? Si percepisce un entusiasmo in campo che ricorda i tempi migliori, pur essendo un'Atalanta nuova...
«Credo che l'entusiasmo ci sia già da un po', da quando è arrivato il mister ha portato qualcosa di diverso all'interno del gruppo. È chiaro che adesso, con due vittorie consecutive contro avversari diretti e difficili come Roma e Bologna, sembra che ci sia quel qualcosa in più, ma la verità è che stiamo lavorando molto bene già da un mese. Questa squadra ha una qualità enorme quando riesce ad andare al massimo dei giri, e Palladino ci chiede sempre e solo questo: andare al massimo. Oggi abbiamo preparato la partita in maniera impeccabile, applicando una pressione feroce, quasi "scatenata", simile a quella vista nel primo tempo contro la Roma. Non abbiamo dato loro il tempo di ragionare, costringendoli a giocare palla lunga; lì abbiamo recuperato tanti palloni e verticalizzato subito, mettendoli in grossa difficoltà. Questo atteggiamento aggressivo dà fiducia a tutti i giocatori. Il mister ha portato soprattutto la voglia di essere protagonisti: lo si vede anche da chi gioca meno, che quando entra fa grandi prestazioni».

Avete imparato anche a soffrire e a gestire i momenti, subendo un solo gol nelle ultime quattro partite. Quanto siete cresciuti nella tenuta difensiva e quanta fiducia vi dà questa solidità in vista degli scontri diretti?
«In difesa avevamo oggettivamente delle difficoltà numeriche: mancava Kossounou, mancava Kolasinac. Però è rientrato Scalvini che è fondamentale, e voglio sottolineare la prova di Ahanor: sta giocando con la maturità di un veterano di 28 anni, incredibile. Quando non prendi gol, grazie anche alle parate decisive di Marco Carnesecchi, la fiducia sale vertiginosamente in tutto il reparto arretrato. E questa sicurezza si trasmette anche agli attaccanti e ai centrocampisti: sanno che dietro reggiamo l'urto e che possiamo far ripartire l'azione con qualità».

Parole da capitano vero, che esaltano il collettivo e guardano al futuro con rinnovata ambizione. L'Atalanta ha ritrovato la sua identità e De Roon è il garante di questo nuovo corso.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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