Ogni squadra ha il suo cuore pulsante, e quello dell'Atalanta batte forte nel petto di Marten de Roon. Dopo alcune settimane meno brillanti, il mediano olandese ha rialzato la testa nella vittoria contro il Bologna, tornando ai suoi standard abituali. Ora nel mirino c’è la sfida con il Milan, domenica a San Siro, cruciale per la corsa alla Champions League dei nerazzurri.
UN CALO FISIOLOGICO SUPERATO - Che qualcosa non andasse nelle ultime settimane si era percepito, ma non certo per mancanza di impegno o di corsa. Con 45 partite disputate su 46 stagionali, De Roon aveva inevitabilmente accusato un lieve calo di lucidità. I chilometri percorsi erano sempre gli stessi, tanti e instancabili, ma mancavano precisione e tempi di inserimento. Domenica scorsa, contro i rossoblù emiliani, tutto è cambiato: il numero 15 nerazzurro è tornato protagonista, orchestrando la manovra e recuperando una quantità di palloni fondamentali per l'economia della squadra.
RITORNO ALLA LUCIDITÀ - Contro il Bologna, le statistiche del centrocampista sono state eloquenti - approfondisce La Gazzetta dello Sport - sei lanci lunghi completati, soltanto cinque passaggi sbagliati in tutta la partita e quattro recuperi decisivi. Numeri che testimoniano un ritorno alla piena lucidità tecnica e tattica, fondamentale per un giocatore chiamato a tenere gli equilibri della squadra. In vista della trasferta di Milano, il confronto diretto con il connazionale rossonero Reijnders sarà decisivo. Sarà necessario giocare con la stessa intensità e, soprattutto, precisione, per vincere il duello nel cuore del campo.
UN CAPITANO OLTRE LA FASCIA - La leadership di De Roon si estende ben oltre la semplice fascia da capitano, che spesso indossa per l’assenza di Toloi. La sua capacità di fare da collante all'interno dello spogliatoio, di gestire i momenti difficili e di motivare i compagni, è diventata negli anni un elemento essenziale della sua figura. Non è casuale che sia stato proprio lui uno dei principali artefici dell’evento di presentazione del docu-film "Una vita da Dea", coinvolgendo anche le famiglie per rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra.
SOGNANDO UN GOL SPECIALE - Nella sfida di andata contro il Milan, De Roon aveva già mostrato la propria qualità fornendo a De Ketelaere un assist decisivo per il gol dell'1-0. Ora, nella partita di ritorno, sogna di segnare in prima persona, magari rompendo finalmente il digiuno contro i rossoneri, squadra a cui non ha mai segnato finora. Con già quattro reti segnate quest’anno, l'olandese ha eguagliato il proprio record personale in Serie A e ha ancora sei gare per migliorarsi ulteriormente, stabilendo così un nuovo primato personale a 34 anni.
Con il calendario che si avvicina al suo epilogo, l’Atalanta avrà bisogno più che mai del miglior De Roon per centrare il traguardo Champions. Con lui e Ederson tornati al massimo della forma, Gasperini sa di poter contare nuovamente sui polmoni e sul cervello della propria squadra. L'Atalanta riparte così: con il cuore olandese che torna a battere forte, nella speranza che sia proprio Marten a regalare la spinta decisiva verso l’Europa che conta. San Siro potrebbe essere il palcoscenico perfetto per riscrivere un finale da ricordare.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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