Sgradevole impiccio infrasettimanale. Così si può riassumere la scialba prestazione dell'Atalanta in quel di Udine. In quattro giorni la macchina da gol del Gasp si ferma al cospetto di Genoa ed Udinese, animate dallo stesso spirito di salvezza. Ma se col Grifone si era impattato a reti bianche, in Friuli dopo 26 secondi, la squadra si fa trovare subito sotto. Segno evidente di poca concentrazione.
Gasperini decide di affidarsi ad un robusto turnover, dimostrando di avere già in testa il big match del Meazza, che andrà in scena sabato sera e di fatto lascia a riposo giocatori del calibro di Ilicic, Zapata, Freuler e Gosens.
E così, i due prescelti a prendere per mano la squadra sono Miranchuk e Malinovsky. Ma se dal russo qualcosa di buono si intravede, seppur schierato in un ruolo atipico, l'ucraino non incide come dovrebbe e spreca l'ennesima occasione per dimostrare di non essere solamente un rincalzo di lusso e nulla più. Sul finale del primo tempo la svolta del match: clamoroso rigore negato all'Udinese per un pasticcio di Gollini e sul ribaltamento di fronte, la rete propizia del pareggio di Muriel, che sino a quel momento era sembrato abbastanza avulso dal gioco.
Da quel momento ci si aspetta una squadra con la bava alla bocca, per poter accaparrarsi i tre punti nella ripresa ed invece, nonostante i cambi pesanti (dentro tutti gli uomini chiave lasciati in panchina all'inizio), la squadra risulta essere pericolosa solo in un paio di occasioni e la palla gol più limpida capita sulla testa di Romero...
Constatazione: partite del genere, come detto da Gasperini nella conferenza della vigilia, vengono sbloccate e vinte molte volte sfruttando le palle inattive, ma anche stavolta le numerose punizioni e i 7 angoli a favore, non producono nulla e così diventa arduo superare le arcigne difese avversarie.
Adesso si andrà a Milano e sicuramente all'Atalanta spetterà una partita diversa, più aperta e quindi è presumibile aspettarsi una squadra gagliarda, con la voglia di prendersi la scena alla scala del calcio al cospetto della lanciatissima capolista Milan.
L'ultima considerazione riguarda il mercato: a dodici giorni dalla chiusura della sessione invernale, è doveroso ponderare bene il fatto di ritenere la squadra al completo. Le assenze del Papu Gomez ed Amad Diallo e le condizioni fisiche precarie di Pasalic, devono lanciare un campanello d'allarme alla società. Forse è il caso, guardando anche a quello che stan facendo le dirette contendenti, di procedere ad un piccolo sforzo nel reparto offensivo, per poter concorrere al raggiungimento degli obiettivi e non aver troppi rimpianti a fine stagione...
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