Incrociare i guantoni con il Lecce allo stadio Via del Mare rievoca da sempre un caleidoscopio di emozioni per l'Atalanta, in una sfida che affonda le proprie radici tra trionfi esaltanti e fragorose cadute. La formazione guidata in panchina da Raffaele Palladino, temprata dalle ultime fatiche andate in scena alla New Balance Arena, si appresta a sbarcare in Puglia con l'obiettivo mirato di prolungare un trend recente decisamente favorevole, pur mantenendo altissima l'attenzione per le fisiologiche insidie che il caldissimo catino giallorosso sa nascondere.

IL SEGNO DI FRANCESCO E LA SVOLTA RECENTE - L'ultimo dispiacere incassato dai lombardi in terra salentina risale al novembre del 2022, in un due a uno maturato per ironia della sorte proprio sotto l'egida di un nome pesante. A trafiggere i nerazzurri fu infatti Federico Di Francesco (oggi in forza al Catanzaro), figlio di quell'Eusebio Di Francesco che attualmente siede al timone della compagine leccese. Da quel doloroso passo falso, tuttavia, la musica è drasticamente cambiata: nel solo 2024 i bergamaschi hanno espugnato l'impianto pugliese per ben due volte, dominando prima per due a zero e passeggiando poi con un clamoroso quattro a zero. Un dominio recente che mitiga una cabala insidiosa, considerando che quello del 2022 rappresenta di fatto l'unico ko esterno nell'ultimo ventennio, con il precedente scivolone fermo al lontano gennaio 2005 (uno a zero per i locali).

I NUMERI DEL DOMINIO E LA LETTURA STORICA - Ampliando lo spettro d'analisi al rendimento globale delle ultime cinque partite, la bilancia pende vistosamente a favore degli orobici, capaci di strappare quattro affermazioni assolute a fronte di una singola sconfitta. Eppure, – come analizza L'Eco di Bergamo – scavando negli archivi per consultare il bilancio all-time in trasferta, si scopre che i giallorossi mantengono ancora un discreto margine di vantaggio: dieci successi contro i sette atalantini, conditi da nove pareggi. Spostando il focus sul computo totale tra match casalinghi e gare esterne, però, la Dea riafferma il proprio predominio assoluto comandando con ventitré vittorie, diciotto pareggi e appena dodici ko. Restringendo ulteriormente la lente all'ultimo decennio, le nove sfide disputate raccontano di sei successi nerazzurri, del pareggio dello scorso aprile a Bergamo e dei due passi falsi registrati nel corso dell'annata 2022/2023.

TRA GOLEADE LEGGENDARIE E L'INCUBO SONETTI - Le pagine del grande libro del calcio custodiscono capitoli a dir poco memorabili legati a questo confronto. Impossibile cancellare dalla memoria il pirotecnico sette a due rifilato ai padroni di casa nel marzo del 2020, proprio in occasione dell'ultima esibizione prima del drammatico stop imposto dalla pandemia: un'autentica prova di forza che, affiancata al cinque a zero ottenuto in Serie B nel 1931, rappresenta uno dei soli due trionfi con cinque reti di scarto centrati su un totale di trentatré primati in campionato. Ma la medaglia presenta pure un rovescio pesantissimo e datato 1993, quando i bergamaschi allenati da Francesco Guidolin vennero letteralmente asfaltati per cinque a uno dall'ex Nedo Sonetti. Una disfatta totale che costò l'esonero immediato al tecnico veneto in una stagione maledetta, chiusa incredibilmente con la retrocessione di ambedue le squadre: quel Lecce si tolse lo sfizio di vincere due dei tre incroci stagionali contro i lombardi, per poi inabissarsi terminando all'ultimo posto con il peggior punteggio della storia della Serie A.

Adesso il pallone torna a rotolare sull'erba del Via del Mare. Statistiche, ricorsi storici e vecchi fantasmi lasciano il posto al rettangolo di gioco, l'unico vero giudice capace di scrivere un nuovo e appassionante atto di questo duello infinito.

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Sezione: I numeri / Data: Dom 05 aprile 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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