È la vigilia più elettrica dell'anno a Zingonia. Mentre fuori dai cancelli del Centro Bortolotti cresce l'attesa per il ritorno di Gian Piero Gasperini, in sala stampa Raffaele Palladino mostra la calma dei forti. Il tecnico nerazzurro non si nasconde dietro alla retorica: riconosce la grandezza del passato, ma traccia una linea netta verso il futuro. Domani sera alla New Balance Arena non sarà solo una sfida tattica, ma un esame di maturità per una Dea che vuole iniziare il 2026 sfatando il tabù degli scontri diretti e rilanciando le proprie ambizioni in tutte le competizioni.
L'OMBRA DEL MAESTRO E LA VOGLIA DI IMPRESA – Il primo pensiero non può che andare all'avversario in panchina, colui che ha scritto pagine indelebili della storia orobica. Palladino raccoglie la sfida con rispetto ma senza timore reverenziale: «Affrontare un mister come lui è abbastanza stimolante. Ci siamo incrociati in questi anni e lo conosco anche da calciatore: lui ha fatto la storia dell'Atalanta così come la società. Deve essere uno stimolo anche per la squadra». Nessun complesso di inferiorità, dunque, ma la consapevolezza che per battere la Roma servirà la partita perfetta: «Non cambia nulla nel nostro approccio. Dobbiamo ragionare partita dopo partita, consapevoli di affrontare una squadra che lotta per le posizioni alte guidata da un grandissimo allenatore».
CACCIA AI PUNTI PESANTI E NIENTE CALCOLI – La classifica chiama e l'Atalanta deve rispondere, specialmente contro le big. Palladino è lucido nell'analisi: «A noi mancano punti di questo tipo e domani vogliamo regalare una grande prestazione. Contro l'Inter abbiamo giocato bene nel secondo tempo, ma sono mancati gli ultimi dettagli. Arriviamo con grande consapevolezza dei nostri mezzi. Vogliamo continuare la nostra scalata cominciando alla grande un 2026 determinante». E sul fatto che la sua squadra pareggi poco rispetto al passato, la filosofia è chiara: «Giochiamo sempre a viso aperto. Quando non si può vincere, non bisogna perdere, ma quello che conta è avere una mentalità vincente».
SAMARDZIC SCALPITA E IL MESSAGGIO SUL MERCATO – Uno dei temi caldi, visti anche i rumors di mercato, è l'utilizzo di Lazar Samardzic. Il tecnico spende parole al miele e apre a un impiego dal primo minuto a breve: «L'ho fatto giocare a gara in corso e per me è un giocatore importante: ha qualità, dribbling, tiro e un grande talento. Vorrei vederlo dall'inizio, sono sicuro che presto capiterà, ma sta dando comunque tutto». Sul mercato aperto che potrebbe distrarre il gruppo, Palladino è netto: «Bisognerebbe ridurla la finestra di mercato. Capisco anche il comportamento di certi giocatori, ma ho visto un gruppo compatto e sempre concentrato: tutti vogliono giocare. Io sono molto meritocratico: chi mi dà tanto in allenamento riceve altrettanto».
LE ALCHIMIE TATTICHE: SI PUÒ CAMBIARE MODULO – Dal punto di vista tattico, l'allenatore nerazzurro non esclude sorprese, aprendo ufficialmente alla possibilità di vedere una difesa a quattro o un cambio di sistema: «È possibile vedere un'Atalanta con il 4-2-3-1? Assolutamente sì. Ho dei calciatori che possono giocare con la difesa a quattro, e sicuramente è una soluzione percorribile anche a gara in corso». Una duttilità che potrebbe rivelarsi l'arma segreta per scardinare la difesa giallorossa.
IL DIGIUNO DI CDK E IL RECUPERO DI SCALVINI – Focus anche sui singoli. Su Charles De Ketelaere, a secco di gol da tempo, c'è fiducia totale: «Gli manca da tanto, ma sta facendo un grande lavoro. Gli sto dando tanta libertà e lui è fondamentale per noi». Parole di incoraggiamento anche per Giorgio Scalvini, alla ricerca della miglior condizione: «È un ragazzo su cui contiamo. Sta recuperando dopo diversi infortuni, ma è ovvio che per farlo ritornare al 100% serve che giochi. Sono sicuro che riuscirà a sfruttare al meglio le sue occasioni». E infine un plauso a Carnesecchi: «Sono molto orgoglioso, è un ragazzo che sta migliorando molto e sta dimostrando grandissima personalità».
DUELLI E AMBIZIONI – «Sarà una partita piena di duelli: voglio una squadra che lotti. Bisogna essere bravi a fare qualcosa di diverso, perché certe volte la giocata semplice non basta. Voglio un'Atalanta intraprendente. Siamo dentro in tre competizioni: Coppa Italia, Champions e campionato. Dobbiamo guardare il futuro con grandi motivazioni per puntare in alto».
ALTI E BASSI COSTRUTTIVI – Il cammino contro le grandi è stato un'altalena di emozioni, ma Palladino legge i dati con lucidità, vedendo il bicchiere mezzo pieno. Non si tratta solo di risultati, ma di maturazione: «In queste nove partite abbiamo acquisito consapevolezze fondamentali». Se le sconfitte contro Napoli e Inter bruciano ancora, le notti europee contro Chelsea e Francoforte hanno mostrato l'altra faccia della medaglia. La filosofia non cambia: «La priorità resta quella di giocarsela a viso aperto contro chiunque, senza timori reverenziali».
PROPOSITO 2026: FORTINO BERGAMO – Con l'anno nuovo arriva anche un obiettivo chiaro: trasformare lo stadio di casa in una sentenza inappellabile per gli avversari. «È un dovere dare il meglio davanti alla nostra gente», ammette il tecnico fissando l'asticella. La caccia ai punti tra le mura amiche diventa cruciale per le ambizioni del club: «Vogliamo raccogliere il massimo a Bergamo perché le potenzialità per fare bene ci sono tutte, andando oltre quello che è stato il rendimento del passato».
INCROCIO COL GASP – Il confronto con la Roma porta inevitabilmente a parlare di Gian Piero Gasperini, l'uomo che ha scritto la storia recente della Dea. Palladino descrive i giallorossi con rispetto tattico: «Sono competitivi in entrambe le fasi e sanno come 'sporcare' le giocate avversarie: servirà un'Atalanta intensa e pronta a leggere ogni contesto della gara». Ma quando si tocca il tasto del duello personale in panchina, la risposta è pragmatica e tagliente: «Non penso al confronto diretto con lui. La mia concentrazione è rivolta esclusivamente alla partita di domani e a come vincerla».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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