La classifica, finalmente, si può guardare con il sorriso. L'ottavo posto recita una sola lunghezza di distacco dal Bologna (che deve recuperare una gara) e un meno cinque dall'ultimo vagone utile per il treno europeo. Raffaele Palladino osserva i numeri e tira un sospiro di sollievo, ben consapevole che la situazione ereditata meno di due mesi fa, dopo l'esonero di Ivan Juric, era decisamente più critica. Il nuovo corso ha riportato l'Atalanta nella parte sinistra della graduatoria, ridando dignità e ambizione a una stagione che sembrava compromessa. Ma ora serve l'ultimo step: trasformare la rinascita in una cavalcata vincente.

L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO - La vittoria contro la Roma non è stata solo il primo scalpo di una big in questa gestione, ma ha avuto un sapore dolcissimo per la presenza di Gian Piero Gasperini sull'altra panchina. L'allievo ha battuto il maestro nel suo primo ritorno a Bergamo da avversario, dimostrando a tutto l'ambiente che il futuro può essere luminoso anche senza l'ombra ingombrante del "Gasp". Le scintille a bordo campo tra i due? Semplici cose di campo, figlie di una carica agonistica che accomuna entrambi e che resta sul terreno di gioco al fischio finale.

INTENSITÀ E CORAGGIO TATTICO - Se c'è un aspetto in cui Palladino e Gasperini si somigliano - ha analizzato stamane La Gazzetta dello Sport -, è l'allergia al pareggio: per l'attuale tecnico nerazzurro lo score parla di 4 vittorie e 3 sconfitte. Contro i giallorossi si è rivista quella furia agonistica tipica dei tempi d'oro: intensità alta, aggressione e coraggio. Un coraggio mostrato anche nelle scelte tattiche: la mossa di Zalewski trequartista è stata l'ago della bilancia, perfetto nel limitare Mancini e nell'assistere Scamacca. Altrettanto audace la scelta di rilanciare Scalvini titolare dopo mesi (decisione ripagata dal gol vittoria) e di chiudere il match con un assetto offensivo inserendo Krstovic e Maldini.

LA GESTIONE DEI SENATORI - Altro merito evidente è il recupero psicologico e tecnico della vecchia guardia. Con Palladino, i "senatori" sono tornati al centro del villaggio: De Roon e Djimsiti, pilastri dell'era Gasperini, hanno sfoderato prestazioni monumentali contro la Roma, confermando di essere imprescindibili anche per il nuovo allenatore. La gestione della gara è stata impeccabile: dominio del possesso nel primo tempo (51%) e capacità di soffrire e gestire nella ripresa.

BOLOGNA, ESAME DI MATURITÀ - «È stata la partita perfetta e una serata magica — ha commentato Palladino —. È il successo del gruppo e spero che sia una svolta». Per far sì che la svolta sia reale, però, serve continuità. Finora la gestione Palladino non è mai andata oltre i due successi consecutivi in Serie A. Domani al Dall'Ara, contro un Bologna che è diretto concorrente, l'Atalanta cerca quel filotto di vittorie necessario per alzare l'asticella e ricominciare a sognare davvero l'Europa.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Serie A / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 16:52
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print