"L'Atalanta è la squadra più europea d'Italia". Questa frase ha accompagnato le ultime tre stagioni nerazzurre, dopo il quarto posto alla prima, i sedicesimi di Europa League contro il Borussia Dortmund, la terza piazza dell'ultimo campionato e la conseguente qualificazione in Champions League. La gara con il Valencia è il quadro dell'esperienza di Gasperini all'Atalanta: fa quattro gol, rischia di prenderne altrettanti, alla fine esce tra gli applausi e prenota l'urna di Nyon, pur non con una certezza matematica.

UN VISIONARIO - I dieci minuti dopo il 4-1 di Cheryshev sono stati i più problematici per la squada nerazzurra. Tre-quattro possibilità per siglare il raddoppio, riaprendo completamente il match. Poi al settantacinquesimo un cambio difficile da vedere in un campo italiano: fuori Caldara - non brillantissimo, pure se efficace - e dentro Duvan Zapata, per tenere alto il pallone. Il colombiano non ha giocato la sua miglior partita, anzi, è apparso sempre in ritardo rispetto a Mangala e Diakhaby, senza sfruttare un paio di occasioni potenzialmente pericolose. È però l'angolatura che cambia le cose, invece di inserire un altro difensore, oppure Tameze a fare legna, c'è l'idea di fare un altro gol e chiudere la contesa. Oppure tenere lontani gli avversari, più semplicemente.

Sezione: Altre news / Data: Mer 19 Febbraio 2020 alle 23:25 / Fonte: Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Vedi letture
Print