(di Andrea Losapio per TMW) - Le parole di Josip Ilicic, dopo la sfida contro la Fiorentina, non devono ingannare poi più di tanto. Perché dopo un anno di alti (pochi) e di bassi - moltissimi - e un periodo che poteva portarlo addirittura a farlo smettere con il calcio, è normale che lo sloveno debba fare i conti con il suo passato e soprattutto con il suo futuro. Perché il ruolo da titolare, all'Atalanta, non lo ha più. Le fiammate quelle sì, anche se è da un po' che non si fanno vedere. Finire in panchina contro il Real Madrid non ha fatto bene, non essere convocato al pari di Gomez a Udine nemmeno.

La verità è che l'Atalanta stessa non sapeva se avrebbe mai recuperato Ilicic. E non sa se tornerà ai livelli stratosferici della notte di Valencia, dove ha svoltato. Da Carneade a splendida certezza, per poi compiere il percorso inverso subito dopo, non certo a causa di un pallone che rotola. Come per Gomez, l'età avanza anche per Ilicic. L'anno prossimo saranno trentaquattro, nella sua carriera ha guadagnato ma forse non quanto fosse lecito aspettarsi, la voglia di giocare c'è. Quindi è normale che si metta sul mercato, anche se poi Gasperini cerca di rintuzzare alcune parole che possono dare uno scossone non positivo all'ambiente.

L'Atalanta in corsa per tutto quello che le compete (posto Champions e Coppa Italia) ha bisogno di certezze. Le hanno a tutti i livelli, ma per centrare l'obiettivo bisogna rimanere concentrati. Il mercato però è già ampiamente iniziato. L'Atalanta cerca una seconda punta. Cerca il nuovo Gomez, che possa essere un'alternativa a Muriel, per svecchiare il reparto e ripartire alla grande. Ilicic, alla fine, potrà essere sacrificato più degli altri. Le sue parole non devono illudere: non sono un fulmine a ciel sereno, bensì una manifestazione di speranza.

Sezione: Copertina / Data: Mer 14 aprile 2021 alle 00:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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