Non serve necessariamente timbrare il cartellino per dominare una partita. Lo sa bene Charles De Ketelaere, che nel 2-0 rifilato dall'Atalanta alla Fiorentina si è preso la scena e il premio di Man of the Match. Se i gol sono arrivati dai compagni, la luce è scaturita dai piedi e, soprattutto, dalla nuova attitudine del talento belga. Più cattivo, più deciso, tatticamente ubiquo: CdK sembra aver completato quella metamorfosi da talento timido a leader tecnico trascinante. Intervenuto ai microfoni di DAZN al fianco di Zappacosta, il numero 17 nerazzurro ha analizzato il suo momento d'oro, sottolineando l'importanza del cambio di guida tecnica e la gioia per aver ricomposto quel "tridente delle meraviglie" che evoca i dolci ricordi della notte di Dublino. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Charles, oggi non hai trovato la via del gol, eppure ti porti a casa il premio di migliore in campo con pieno merito. Emanuele Giaccherini, in telecronaca, ha sottolineato più volte la tua "cattiveria" agonistica: nel puntare l'uomo, nell'attaccare la profondità. Ci racconti questa evoluzione? Vedendoti oggi sembri davvero un altro giocatore rispetto al passato.
«Non so definire con esattezza se io sia diventato un "altro" giocatore, ma posso dirvi con certezza che mi sento bene, molto bene. È innegabile che nell'ambiente si respiri un'aria diversa: è tornato tantissimo entusiasmo grazie all'arrivo del nuovo mister, Raffaele Palladino. Questa energia positiva si percepisce in ogni allenamento e ha contagiato tutta la squadra. Anche io la sento forte su di me e questo mi porta a esprimermi con maggiore fiducia e determinazione in campo».

Oggi abbiamo rivisto dal primo minuto il tridente con te, Scamacca e Lookman. Una combinazione che evoca inevitabilmente i ricordi gloriosi della finale di Dublino, ma che in questa stagione si era vista poco. Che sapore ha avuto ritrovarsi tutti insieme là davanti?
«Sono ricordi bellissimi quelli legati a Dublino e a quel tridente, è vero. Aver giocato di nuovo insieme dal primo minuto è stato speciale. Non sapevo fosse la prima volta in questa stagione, ma è un dato che fa riflettere. Gianluca [Scamacca] è stato molto sfortunato l'anno scorso con gli infortuni e ci è mancato. Ritrovarci in campo, con i nostri movimenti e la nostra intesa, è stato bello e importante per la squadra. Quando c'è qualità, tutto diventa più naturale».

Un MVP che vale più di un gol. Charles De Ketelaere si conferma il barometro tecnico di questa Atalanta: quando lui gira a questi ritmi, abbinando classe e quella nuova "cattiveria" agonistica, la Dea diventa una macchina difficile da fermare. E con il tridente "da Europa League" finalmente riunito, i sogni nerazzurri riprendono quota.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 20:16
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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