Dalla notte magica di Francoforte alla solidità ritrovata tra le mura amiche della New Balance Arena. L'Atalanta batte un colpo anche in campionato, spezzando un digiuno di vittorie che durava da settembre e piegando la Fiorentina con un 2-0 che sa di liberazione e consapevolezza. A farsi portavoce del momento nerazzurro è uno dei senatori dello spogliatoio, Davide Zappacosta. L'esterno, con la lucidità che contraddistingue i veterani, ai microfoni di DAZN non si nasconde dietro l'euforia del momento, ma analizza con pragmatismo la "nuova stagione" evocata dai compagni. Tra l'importanza di restare umili e l'impatto devastante dell'entusiasmo portato da Raffaele Palladino, Zappacosta traccia la rotta per uscire definitivamente dalle sabbie mobili di un avvio complicato. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Davide, finalmente il tabù è sfatato: arriva un successo in campionato che mancava da settembre. Sulla scia dell'impresa europea, il tuo compagno Ederson ha parlato di un vero e proprio "nuovo inizio". È davvero questa la sensazione che si respira nello spogliatoio? È iniziata una nuova stagione per l'Atalanta?
«Sì, la sensazione è quella, ma direi di più: *deve* essere così. Non stavamo facendo benissimo e avevamo bisogno di una svolta netta. Questi risultati recenti ci offrono indubbiamente un grande slancio emotivo, ma dobbiamo essere intelligenti e bravi a rimanere con i piedi ben piantati per terra. La nostra forza risiede nella consapevolezza della nostra identità: lo sappiamo bene, quando giochiamo "da Atalanta" mettiamo in difficoltà chiunque. Viceversa, se veniamo a mancare sotto l'aspetto dell'intensità e della concentrazione, facciamo fatica contro tutti. La ricetta è una sola: dobbiamo continuare così, mantenere sempre la giusta mentalità e scendere in campo con questa cattiveria agonistica».

Il cambio di guida tecnica sembra aver portato una ventata di freschezza. A proposito di Raffaele Palladino, si è parlato molto del famoso "cartello del DNA" appeso nello spogliatoio prima della Champions. Ci può svelare quale aggettivo ha scelto lei per definire la squadra e, più in generale, come sta impattando il mister sul gruppo?
«Sull'aggettivo preciso preferisco glissare: un po' perché, in tutta onestà, non ricordo con precisione cosa ho scritto in quel momento, ma anche per scaramanzia. Certe cose devono rimanere sacre all'interno delle mura dello spogliatoio. Quanto al mister, è molto giovane e questa sua freschezza ha portato davvero tantissimo entusiasmo nell'ambiente. Credo che questo sia l'ingrediente segreto: quando ti ritrovi in situazioni di classifica un po' "scomode", l'entusiasmo fa tutto. Ti dà quell'energia vitale, quella voglia di saltare fuori dal momento difficile. È esattamente quello che stiamo provando a fare e dobbiamo solo continuare a percorrere questa strada senza fermarci».

Poche parole, ma dense di significato. Davide Zappacosta conferma che l'Atalanta ha rialzato la testa, spinta dall'entusiasmo di Palladino ma tenuta in equilibrio dall'esperienza dei suoi leader. La "nuova stagione" è iniziata, e la Dea sembra avere tutta l'intenzione di renderla protagonista.

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Sezione: Interviste / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 20:43
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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