Lo scontro tra Verona e Atalanta ha assunto nell'ultimo anno e mezzo i connotati di un duello fratricida: due creature simili, per molti aspetti omologhe, prodotto delle elaborazioni e del lavoro meticoloso di Juric e Gasperini. L'allievo e il maestro: espressione abusata e insieme opportuna nel caso specifico, anche se l'uomo di Spalato ha sempre rivendicato una sua emancipazione tattica rispetto a Gasp, pur riconoscendo agli insegnamenti impartitigli dal suo mentore calcistico un'assoluta centralità nella formazione del suo modus operandi.

L'Hellas è la versione depotenziata di una Dea che spadroneggia spesso e volentieri in Serie A e che s'è accorpata alla crème del calcio europeo: lo dicono i numeri, la classifica, i valori in campo. Ma guai a considerarla un posticcio dell'Atalanta: tutto il contrario, perché i nerazzurri contro l'Hellas, da quando Juric siede sulla panchina scaligera, hanno sempre faticato tremendamente a imporre il loro ritmo tambureggiante. Un successo sofferto (in pieno extra-time) e un pareggio nella stagione scorsa, una sconfitta al Gewiss nel girone d'andata di quella corrente. Se giocare contro l'Atalanta è come andare dal dentista - citando Sarri -, il rischio che sia la squadra di Gasperini a doversi accomodare sulla poltrona odontoiatrica non è del tutto trascurabile.

Una delle variabili più imprevedibili in vista del lunch match di domenica è quella legata all'eliminazione in Champions dei bergamaschi: se sapranno assorbire in fretta il colpo, e magari riconvertirlo in rabbia agonistica da riversare sul campo, potrebbero essere dolori per il Verona. Che avrebbe un piccolo vantaggio in caso contrario. L'ultima parola, com'è sempre stato, spetta al campo. Dove peraltro non potrà concretizzarsi fisicamente il duello tra l'allievo e il maestro, perché Juric è squalificato e seguirà la gara dalla tribuna.

Sezione: Copertina / Data: Gio 18 marzo 2021 alle 18:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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