Certe partite segnano una carriera. Contro il Club Brugge, Mario Pasalic ha messo la firma su una rimonta che resterà nella memoria dei tifosi. Prima il rigore procurato e trasformato da Samardzic, poi il colpo di testa all’86’ che ha ribaltato il risultato consegnando a Juric il suo primo successo in Champions League. «Ha uno spirito favoloso, non molla mai: si è guadagnato il rigore e sul gol è stato fantastico», ha commentato il tecnico, sottolineando la mentalità di un giocatore che non tradisce mai.
L’ESTATE DELLE TENTAZIONI – E pensare che Pasalic, nella scorsa finestra di mercato, avrebbe potuto cambiare vita. Roma, due grandi club italiani, una proposta inglese e soprattutto l’offerta faraonica dell’Al Shabab in Arabia Saudita. Un contratto che avrebbe moltiplicato per cinque o sei il suo stipendio. Ma il croato non ha esitato: «Ha scelto con il cuore, e il cuore lo ha portato a Bergamo», raccontò il suo agente Marko Naletilic dopo la firma sul rinnovo fino al 2028.
UN LEADER MATURO – All’alba dei 30 anni, Pasalic ha raggiunto una piena maturità calcistica. Con i due centri stagionali è già arrivato a 61 gol complessivi con la maglia nerazzurra: numeri da attaccante aggiunto per un centrocampista totale, che da otto stagioni porta equilibrio, inserimenti e carattere. Dopo oltre 300 presenze, la sua importanza è oggi riconosciuta da tutti: in uno spogliatoio che ha cambiato tanto, lui è rimasto punto fermo e leader silenzioso.
LE PAROLE DOPO LA VITTORIA – Lucido e concreto, Pasalic non si è lasciato travolgere dall’euforia: «Un rigore procurato e un gol? Bene, ma la cosa più importante è la vittoria, che ci serviva dopo l’inizio complicato e la sconfitta di Parigi. Ce la godiamo, ma pensiamo già alla prossima partita». Una frase che riassume perfettamente il suo spirito: testa bassa, lavoro e dedizione totale.
IL MIGLIOR INVESTIMENTO – Arrivato nel 2018 dallo Spartak Mosca per 16 milioni complessivi tra prestito e riscatto, oggi appare chiaro che quella fu una delle migliori operazioni della gestione Percassi. Pasalic è diventato simbolo di continuità e resilienza, uomo spogliatoio e, soprattutto, calciatore capace di spostare gli equilibri quando conta davvero.
In un’Atalanta che guarda al futuro con ambizione e freschezza, Mario Pasalic rappresenta la certezza del presente. Fedeltà, cuore e gol pesanti: ingredienti che fanno di lui non solo un campione della Dea, ma uno dei volti più autentici della sua storia recente.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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