Una vittoria speciale, contro il suo passato, in un ruolo che profuma di futuro. Nicola Zalewski è stato uno dei protagonisti silenziosi ma preziosi del successo sull'Atalanta contro la Roma. Intervenuto ai microfoni di Sky nel post-partita, l'esterno polacco ha analizzato i tre punti che rilanciano la Dea, soffermandosi sulla sua nuova collocazione tattica disegnata da Palladino per sopperire alle assenze pesanti in attacco.

UNA SCINTILLA PER LA SVOLTA – "Sicuramente era una spinta che ci serviva, ci è mancato tanto fare una partita del genere contro un avversario forte". Zalewski non si nasconde: i tre punti contro i giallorossi hanno un peso specifico enorme per il morale dello spogliatoio. "Spero che questo sia un trampolino di lancio - prosegue il numero 59 - perché mercoledì affrontiamo un'altra grande squadra e non dobbiamo fermarci qui". La testa è già al prossimo big match (contro il Bologna, ndr), con la consapevolezza di aver ritrovato solidità e cinismo.

RITORNO ALLE ORIGINI: IL NUOVO RUOLO – La novità di serata è stata la sua posizione in campo. Meno compiti di copertura sulla fascia, più libertà di inventare sulla trequarti. "Da quando sono in prima squadra ci ho giocato molto poco in quella posizione, gli allenatori mi hanno sempre visto come un quinto" ammette Zalewski, che però rivendica la sua natura tecnica: "Io nasco lì, magari anche un po' più esterno, ma resto un giocatore offensivo. Mi adatto a quello che mi dice l'allenatore e cerco sempre di aiutare la squadra".

L'ASSENZA DI LOOKMAN E LA FIDUCIA DI PALLADINO – Con Lookman volato in Coppa d'Africa, Palladino ha chiesto al polacco di alzare il tasso tecnico negli ultimi trenta metri. Una responsabilità che Zalewski accoglie volentieri: "Adesso che non c'è Ademola, perdiamo tanta qualità davanti. Il mister mi ha sempre detto che sono un giocatore tecnico e che posso dare tanto a questa squadra anche in quella zona di campo. Cerco sempre di farmi trovare pronto: oggi serviva qualità e ho provato a darla".

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Sezione: Interviste / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 23:59
Autore: Daniele Luongo
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