ATALANTA-ROMA 1-0 (p.t. 1-0)
12’ Scalvini (A)

Il fischio finale ha sancito la vittoria dell'allievo sul maestro, ma Gian Piero Gasperini si presenta ai microfoni di Sky con la serenità di chi sa di aver giocato le sue carte fino in fondo. Niente sentimentalismi post-partita, solo l'analisi lucida di un tecnico che ha visto la sua Roma tenere testa alla corazzata che lui stesso ha contribuito a forgiare. L'1-0 della New Balance Arena lascia l'amaro in bocca per le occasioni sprecate, ma conferma anche la distanza attuale tra una squadra "finita" e rodata come l'Atalanta e un cantiere ancora aperto come quello giallorosso.

GLI EPISODI E IL RIMPIANTO – "Non ho ancora rivisto il gol, ma è un peccato averlo preso così, soprattutto dopo aver sfiorato noi il vantaggio in modo clamoroso". Gasperini parte dall'episodio chiave, quel gol di Scalvini nato da una mischia, ma rivendica la prestazione dei suoi: "L'Atalanta è molto forte, lo sapevo, ma sono contento della Roma. Non siamo stati da meno, abbiamo avuto ottime opportunità. Queste partite viaggiano sugli episodi e stasera non li abbiamo avuti a favore".

DYBALA E L'ERRORE FATALE – Uno dei momenti sliding del match è stato l'errore di Paulo Dybala su regalo di Ederson. Si è parlato di lucidità e di carta d'identità, ma il Gasp fa scudo al suo campione: "Magari questi gol si sbagliano anche a 20 anni. Era un'occasione clamorosa, così come la seconda palla e qualcun'altra. Sono episodi che cambiano la gara, che per il resto è stata combattuta colpo su colpo". Meno tenera l'analisi sull'impatto degli altri attaccanti, Ferguson e Dovbyk, ingabbiati dalla difesa nerazzurra: "Non è facile per nessuno, ci sono avversari forti e fisici. L'Atalanta quando riparte lo fa con qualità e forza fisica impressionante".

LA DIFFERENZA TRA PROGETTI – Nelle parole del tecnico c'è anche un riconoscimento implicito al lavoro svolto a Bergamo negli anni. "Non usciamo ridimensionati. L'Atalanta è una squadra costruita nel tempo, molto solida. Noi siamo all'inizio di un percorso, loro giocano la Champions e hanno dimostrato anche stasera il loro valore. Essere davanti in classifica, e nettamente, è un loro grande merito".

IL TABÙ DELLO SVANTAGGIO – Infine, un'ammissione su un difetto strutturale della sua nuova squadra, che non riesce mai a ribaltare il risultato (settima sconfitta in 18 gare). "Non è un caso, sono parecchie partite ormai. Quando andiamo sotto, andiamo vicini al pareggio ma non lo raggiungiamo mai. Dopo un girone è una caratteristica evidente su cui dobbiamo lavorare per far crescere questa società".

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Sezione: L'avversario / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 23:40
Autore: Daniele Luongo
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