C'era una trappola grande come una casa, nascosta tra l'euforia per la notte magica di Coppa contro la Juve e la stanchezza di un febbraio infernale. Si chiamava Cremonese, si chiamava "calo di tensione", si chiamava "allergia alle neopromosse". L'Atalanta di Raffaele Palladino le ha schivate tutte, con la classe della grande squadra e, diciamocelo, con un pizzico di brivido finale che ci saremmo volentieri risparmiati. Il 2-1 alla New Balance Arena vale oro colato: frantuma il paradosso delle piccole (era l'ora!) e ci lancia a ridosso della zona Europa. La rimonta non è più un sogno, è una solida realtà scolpita nel cemento armato di una difesa che, gol di Thorsby a parte, sembra imperforabile nel 2026.

Krstovic, il "Toro" che viaggia ai ritmi di Lautaro. Se c'è un volto su questa vittoria, è quello rabbioso e felice di Nikola Krstovic. La legge non scritta colpisce ancora: fuori Scamacca all'ultimo, dentro il montenegrino, e palla in buca. I numeri del suo 2026 sono spaventosi: 5 gol in campionato da gennaio, una media realizzativa superiore a quella di Lautaro Martinez e Vlahovic se parametrata ai minuti giocati. Non è più un'alternativa, è una sentenza. Ha bullizzato fisicamente Baschirotto e ha timbrato il cartellino con la freddezza dei bomber di razza. Palladino ha trovato l'oro in panchina: avere due centravanti così è un lusso che in pochi possono permettersi.

Jack incanta, ma deve diventare "cattivo". E poi c'è Giacomo Raspadori. Vederlo giocare è una gioia per gli occhi: l'assist per Krstovic, i duetti con Zappacosta (autore di un gol capolavoro), la regia offensiva. I 25 milioni spesi dalla società si vedono tutti nella qualità della manovra. Ma c'è un "ma". Jack ha avuto sul piede il colpo del ko due, tre volte, e ha perdonato. Per non far rimpiangere i gol di Lookman, serve quel killer instinct che ieri è mancato. Se Raspadori aggiunge la cattiveria alla bellezza, diventa illegale. Per ora, ci godiamo il fantasista totale, ma Spalletti (e Palladino) aspettano anche i gol.

L'ansia per i gioielli e l'alta finanza. La festa è dolce, ma lascia un retrogusto amaro per l'infermeria. Perdere Scamacca (anca) e De Ketelaere (ginocchio) in 24 ore è una tegola che non ci voleva. Giovedì, alla ripresa dopo due giorni di meritato riposo, ne sapremo di più. Speriamo bene, perché la coperta davanti, per quanto di qualità, non può accorciarsi troppo ora che il gioco si fa duro.

Intanto, mentre in campo si vince, fuori dal campo l'Atalanta entra nell'orbita dell'alta finanza globale. L'acquisizione di Arctos (socio di minoranza della Dea) da parte del colosso KKR proietta il marchio nerazzurro in una galassia che comprende PSG, Liverpool e Golden State Warriors. Un segnale che Bergamo non è più periferia, ma centro del mondo. Anche se a noi, alla fine, interessa soprattutto che la palla entri in rete. E con questo Krstovic, entra eccome.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 06:00
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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