Una vittoria che vale doppio, per il morale e per la classifica, ma che lascia anche un pizzico di veleno sulla coda per una decisione arbitrale che ancora non va giù. Raffaele Palladino si presenta ai microfoni di DAZN con il volto disteso di chi sa di aver compiuto un'impresa battendo la Roma di Gasperini, ma non rinuncia a togliersi un sassolino dalla scarpa riguardo all'episodio del gol annullato a Scamacca. Tra l'orgoglio per la prestazione «da Atalanta» e la rivendicazione del lavoro svolto dal suo arrivo, il tecnico nerazzurro analizza a 360 gradi una notte che potrebbe segnare la svolta della stagione.

IL GIALLO DEL GOL ANNULLATO - Il primo pensiero va all'episodio controverso del primo tempo. Palladino, solitamente pacato, questa volta non ci sta: «Non parlo mai degli arbitri, sbagliano loro come sbagliamo noi. Ma non capisco perché sia stato annullato il gol a Scamacca. Il giocatore della Roma prova a fare un controllo, lo sbaglia e ci regala palla: per me il gol era regolarissimo». La critica si sposta poi sulla chiarezza del regolamento: «L'arbitro mi ha detto che la regola è questa, però a noi a inizio campionato spiegano cose diverse. Al di là di questo, resta una serata fantastica, godiamoci la vittoria».

L'ELOGIO AI SINGOLI: SCALVINI SU TUTTI - L'analisi tecnica è un inno al collettivo, con menzioni d'onore per chi ha trascinato la squadra. «Ho avuto risposte importanti da tutti, soprattutto da Scalvini che ha fatto una grande prestazione al rientro. Ma potrei citarli tutti: mi è piaciuto Djimsiti da centrale, De Roon che da ammonito ha tenuto il centrocampo con intelligenza, gli attaccanti e anche Zalewski in quella nuova posizione». La sintesi è perfetta: «Abbiamo fatto una partita da Atalanta. È la vittoria del gruppo, in una gara a cui la società teneva tantissimo».

LA SCALATA CONTINUA - Palladino rivendica poi i meriti del suo percorso, sottolineando il punto di partenza complicato. «È ovvio che siamo ancora indietro in campionato, ma non dimentichiamo che ho ereditato la squadra quando era al 13° posto. Stiamo scalando posizioni con il lavoro e dobbiamo continuare così». Un messaggio chiaro: la rimonta è appena iniziata.

PACE FATTA CON GASP - Infine, un chiarimento sulle scintille viste a bordo campo nel finale con l'ex tecnico orobico. Nessun caso diplomatico: «Sono cose di campo. Mi ero arrabbiato su un fallo fischiato a Mancini, ma niente di che. Non abbiamo assolutamente litigato e col mister andiamo d'accordo».

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Sezione: Interviste / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 00:00
Autore: Daniele Luongo
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