Un Faraone per la Roma, di nuovo. Stephan El Shaarawy è al primo posto negli obiettivi di mercato dei giallorossi, dove ha lasciato un ottimo ricordo. Aspetta la chiamata della Magica, dove ha ricevuto anche il gradimento di Paulo Fonseca, non scontato se si considera che l’alternativa è rappresentata da Bernard, conosciuto al tecnico portoghese per i comuni anni a Donetsk. E punta a finire un’avventura che non è stata tutta rose e fiori, anzi.

Come è andata in Cina, milioni e delusioni. Reduce da una stagione in doppia cifra con la Roma, nel luglio 2019 El Sha ha accettato la corte dello Shanghai Shenhua. Cifre da capogiro, come tanti colleghi del grande calcio, impatto con la realtà cinese deludente. I numeri: l’esordio è datata 2 agosto 2019, 2-2 contro il WH All. Il primo gol arriva nella partita successiva: un altro 2-2, contro il TJ Tianhai. Rete e assist per l’italiano, l’avventura sembra in discesa. Resterà, almeno sinora, l’unico gol siglato dall’ex Milan in Super League (ne segna altri tre in Chinese Fa Cup, tra cui quello che regala alla squadra il trofeo). Finora, nel massimo campionato cinese, El Shaarawy ha giocato 16 partite, con un solo gol e tre assist. Di mezzo, la pandemia e le notevoli difficoltà nell’unire il fatto di giocare in Cina con le esigenze dell’Italia.

Nostalgia e disincanto. Proprio i colori azzurri della nazionale sono uno dei fattori che spingono El Shaarawy a voler tornare in Italia, con netta preferenza alla Capitale, sponda giallorossa, dove ha già fatto benissimo. Stephan è nel giro di Roberto Mancini, ne ha la fiducia, ha anche indossato la fascia da capitano sotto l’attuale ct. Che però è stato chiaro: chi gioca fuori ha fisiologicamente qualche difficoltà in più a restare nelle rotazioni. In estate c’è l’Europeo, El Shaarawy non vuole perderselo per nulla al mondo. Così, la nostalgia. In più, il disincanto: ai numeri personalmente non entusiasmanti di cui sopra, si unisce l’evoluzione di un movimento, quello calcistico cinese, che si sta progressivamente chiudendo in se stesso e nei prossimi mesi andrà in contro a novità più autarchiche e dirigiste. La Cina non è più il paradiso dei calciatori milionari, neanche per quelli che vi si sono trovati bene. Figuriamoci se non sei tra questi, e l’avventura non è stata proprio esaltante sotto tutti i punti di vista.

Sezione: Calciomercato / Data: Mar 19 gennaio 2021 alle 15:30 / Fonte: TMW
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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