E’ la stagione dei parametri zero. Sempre più giocatori rinviano la firma dei contratti, rifiutano le offerte delle loro società e aspettano di liberarsi a zero o di avvicinarsi alla scadenza. E’ una strategia studiata dai procuratori che sta fruttando e il caso Donnarumma evidentemente è stato un detonatore forte di una situazione sempre più penalizzante per le società.
C’è Lorenzo Insigne, ad esempio, che spaventa Napoli. E’ stato lui stesso ad ammettere che “la trattativa è difficile, complicata”. E l’abbiamo visto. Secondo indiscrezioni l’incontro che finalmente ci sarebbe stato fra De Laurentiis e il procuratore Pisacane, sarebbe finito con la classica fumata nera. Eppure il presidente del Napoli pensava di avere offerto una cifra irrinunciabile o quasi, 4,6 milioni per cinque anni, vicinissimo ai cinque milioni richiesti da Insigne, ma s’è sentito rispondere “no, grazie”.
Ballerebbero anche diversi milioni di euro, si parla di sette, per una sorta di premio o bonus, chiamatelo come volete, richiesto dal giocatore per il rinnovo. Naturalmente il sospetto che dietro ci possa essere qualche altra società è molto forte, Insigne è reduce dalla sua miglior stagione con il Napoli, è stato protagonista all’Europeo con la Nazionale e i riflettori su di lui sono accesi. L’Inter lo aveva cercato già l’estate scorsa, ma a fronte di una richiesta di trenta milioni non c’è stata trattativa. Dall’Inghilterra arriva forte e chiaro il segnale che anche il Manchester United avrebbe fatto un pensiero a un giocatore così geniale, pensando magari a Zola, il Magic box del Chelsea che fu. Radiomercato racconta di una società importante (una di queste due?) che avrebbe già fatto a Insigne un'offerta molto alta per cinque anni a partire dall’estate prossima. Certo, prendere a zero un giocatore così, a trent'anni nel pieno della maturità, è sicuramente un affare. Smentita decisamente, invece, la possibilità di un trasferimento al Toronto, in Mls, come intuito fin dal primo minuto. Sono avventure che si possono fare dai trentacinque in su. Come finirà? De Laurentiis doveva muoversi prima. Insigne è troppo importante, un accordo andava trovato prima dell’inizio del campionato perché adesso questa vicenda rischia di trascinarsi per gran parte della stagione andando a condizionare anche il clima nello spogliatoio e il rapporto con tifosi, oltre alla serenità del giocatore.
La speranza è che De Laurentiis rifletta e trovi la chiave per chiudere prima possibile perché sarebbe inaccettabile creare un altro caso attorno a una squadra che sta giocando un gran calcio, è in testa alla classifica a punteggio pieno e può restare in corsa per lo scudetto fino alla fine. Un peccato inaccettabile perché già nel passato recente prima l’ammutinamento e poi la guerra fredda con Gattuso, hanno condizionato pesantemente il rendimento di questa squadra che meriterebbe ben altre condizioni per esprimersi al meglio, come sta facendo fino ad oggi.
Ma anche il Milan ha i suoi problemi dopo avere appena perso Donnarumma, appunto, ma anche Calhanoglu. Stavolta il caso si chiama Kessie. Dopo aver dichiarato amore al Milan durante le Olimpiadi “torno e firmo”, in realtà la situazione s’è complicata forse per l’intromissione di qualche altra società. E il sospetto è forte. Gli oltre sei milioni proposti dal Milan non bastano più, ora il signor Atangana, procuratore del giocatore, se chiede otto e forse anche di più. C’è dietro il Psg? Pensarlo non si sbaglia mai visto i soldi che circolano da quelle parti e la squadra costruita con gli Harlem Globe Trotters come modello. Uno come Kessie, però, a centrocampo farebbe molto comodo. Qualcuno dice che in corsa ci sarebbe anche la Juventus alle prese con un centrocampo da rifondare. Locatelli è il primo tassello, ma l’estate prossima ci dovrà essere una rivoluzione visti i flop e i dubbi su McKennie, Arthur, Ramsey, Rabiot, ma anche Bentancur che non cresce più. L’idea di aspettare Kessie e prenderlo a zero l’estate prossima sarebbe maturata dopo le difficoltà nate su Tchouameni, ventunenne francese del Monaco che la Juve avrebbe voluto prendere già a gennaio, ma sul quale si sono buttati anche il Real e altre società facendo lievitare il prezzo oltre i sessanta milioni. A proposito di Real anche i blancos hanno bisogno di svecchiare e rinnovare il centrocampo e sul centrocampista del Milan ci sono anche in attesa di vedere come evolve la situazione.
Comunque una cosa è certa: Kessie non andrà all’Inter. Il suo procuratore ha tenuto a precisare che nel caso di un addio a parametro non sarà fatto anche l’ulteriore sgarbo di andare dai “cugini”. Almeno quello.
Nel Milan in scadenza c’è anche Romagnoli e anche qui il discorso può diventare complicato per la cifra che già guadagna il giocatore e qualche dubbio sulle ultime stagioni.
Rimanendo in casa Juve e rinnovi, anche Dybala è in scadenza. E’ vero che forse è arrivato il momento dell’accordo, saremmo ai dettagli, ma fa specie che il giocatore più importante della squadra non abbia ancora detto sì a quattro mesi dalla possibilità di accordarsi con un’altra squadra. Ma se con Cuadrado, altro in scadenza, la strada è tracciata, sembra più complicato rinnovare Bernardeschi al quale i bianconeri potrebbero addirittura chiedere un taglio di un ingaggio che supera i quattro milioni.
L’Inter sta risolvendo il problema Brozovic, mentre sarà complicato rinnovare con Perisic a meno che l'esterno non accetti un ingaggio inferiore ai cinque milioni che guadagna ora. L'Inter non si svenerà per trattenerlo.
E Belotti dove andrà? A rivelare la volontà di non rinnovare è stato il presidente Cairo quindi c’è da fidarsi. Il Milan corteggia il giocatore da tanto tempo, era arrivato a offrire settanta milioni nella stagione d’oro, ora prenderlo a zero sarebbe un colpo magico. L’Inter osserva come è logico che sia, ma attenti anche alla Fiorentina che deve sostituire Vlahovic. Belotti è un vecchio pallino, piace da sempre, i contatti si sono sprecati fino al punto che in una intervista (ricordate?) perfino la nonna parlò di Fiorentina. Pista concreta? I tempi potrebbero essere cambiati, andare a giocare in Champions o lottare per lo scudetto potrebbe avere un fascino che la Fiorentina in questo momento non ha. Però aspettiamo di vedere come evolverà il caso Vlahovic. Anche lui non vuol rinnovare, ma la scadenza è 2023. I viola sperano di venderlo a gennaio, magari in Premier. Tuitte le strade da tempo portano a Torino, a un possibile accordo già trovato fra il suo procuratore e la Juve. Mancano le conferme però i rumors sono tanti.
C'è un però. Il presidente Commisso comunque ha le idee chiare: Vlahovic mai in bianconero. A costo di perderlo a zero fra un anno e mezzo. Il presidente viola, già scottato da Chiesa, avrebbe dato questo imput ai suoi manager, ma le vie del mercato e dei contratti sono infinite e la vicenda sembra solo all’inizio.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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