Sì, dopo la bufera scoppiata negli ultimi giorni in casa Atalanta, la vittoria e quei tre punti che mancavano da troppo tempo erano necessari per la squadra e per i tifosi, soprattutto. All’interno della Curva Nord a fine primo tempo è comparso uno striscione, visibile soltanto al pubblico della Pisani, che recitava: “Nessuna pietà per chi tradisce! La Dea unica nostra guida! State uniti, stiamole addosso”. Un segno questo che può sancire la fine del rapporto di fiducia tra tifosi e Cristiano Doni? I tifosi, quelli che quando giurava la sua innocenza dal palco della Festa della Dea, gli hanno creduto ciecamente e lo hanno difeso a spada tratta fino all’ultimo, si sentono realmente traditi dal loro capitano, da quella che fino a lunedì hanno considerato la propria bandiera? E’ però davvero così facile cancellare un passato di gloria in un attimo e dimenticare tutto quello che è stato Cristiano per l’Atalanta e per Bergamo? Queste poche parole scritte e nessun coro rivolto a lui durante tutti i novanta minuti sembrano proprio confermarlo. Il popolo nerazzurro, nonostante tutto, resta fedele alla propria passione e non si lascia scappare l’appuntamento infrasettimanale della Dea.
Dopo il minuto di silenzio e un lungo applauso per ricordare Luciano Magistrelli, attaccante atalantino negli anni ’60, la partita nel rettangolo verde può iniziare sul serio. Ad ospitare Atalanta-Cesena una freddissima serata, riscaldata a suon di gol e prestazioni a dir poco brillanti nelle fila nerazzurre. La rete subita al 12’ ha dato la scossa ai ragazzi di Colantuono, che hanno saputo rialzarsi e comandare la gara fino all’ultimo secondo. Quattro gol e tre eroi su tutti: German Denis agguanta il pareggio dal dischetto che vale la dodicesima rete e così torna ad essere il capocannoniere della massima serie, Guido Marilungo mette la firma per due volte e spiana la strada ai compagni ed infine Federico Peluso confeziona il regalo di Natale inventandosi il gol che chiude definitivamente la gara. Una squadra che, come siamo ormai abituati a vedere, ha messo in campo, oltre che tecnica e numeri, anche il cuore. Sarà un buon Natale in casa nerazzurra, anche se qualcosa inevitabilmente mancherà.
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